Sono anni che tengo questo corso.
Sono le mie follie sono passate ormai decine e decine di persone. Alcune sono diventate fotografe, ma non è questo il senso di questo corso.
Molte sono diventate più consapevoli, e questa è la cosa che mi piace di più.

Però una cosa seria, stranamente seria, ve la voglio dire.
Io non sono una “scuola di fotografia”.
Io sono un fotografo, un artigiano, per l’esattezza, che si guadagna da vivere con una cosa che si chiama macchina fotografica.
Ci passo più di otto ore al giorno con quella scatola nera appesa al collo, mannaggia a lei!

Quindi, se frequenterete un mio corso, dovrete avere in mente un paio di cose:
1. Sarete in pochi per ogni classe. Non mi piace fare le platee di gente inebetita, con tutto il rispetto, che guarda slides proiettate su un telo per ore, tutti messi in file ordinate.
Sarete seduti intorno ad un tavolo, e allo stesso tavolo sarò seduto io, questo quando non sarete fuori a far foto rompendo le scatole alla gente.

2. Considerando che interpreto il corso come un percorso, che vi obbligherà a presentarmi un lavoro finale, IO VI SEGUO PERSONALMENTE uno ad uno. Questo può essere una cosa bella, ma il rovescio della medaglia è che se non fate   un c***o per due mesi, semplicemente vi maltratto.

3. Essendo un fotografo, e non un insegnate, vi propongo soluzioni pratiche per problemi pratici. Non vi assillo con 300 mila nozioni tecniche, ma studieremo giusto quelle che vi permetteranno di esprimervi al meglio, perchè la fotografia è prima di tutto espressione, poi tecnica. La parte più interessante del corso, ve ne renderete conto anche voi, non è quella in cui parleremo di ottiche ed esposimetri, ma quella in cui ognuno sarà libero di giudicare le foto del compagno, confrontandole con le proprie. E’ dal confronto che nasce la crescita.
A questo ci credo fermamente ed è quello che cerco di inculcarvi fin dall’inizio.

 

Ora passiamo  alla pagina seria e barbosa:

Stai cercando un corso di fotografia a Rimini? Benvenuto, credo tu sia arrivato nel posto giusto! A meno che tu non volessi acquistare nuove tende per il tuo bagno, in questo caso Google ha un problema e ce l’ho anche io.

Organizziamo corsi di fotografia digitale, corsi pratico-teorici (molto più pratici e parecchio atipici), per imparare ad esprimersi attraverso il proprio linguaggio fotografico, utilizzando la propria macchina fotografica reflex.

I corsi di fotografia hanno una durata media di circa 2 mesi, con lezioni mono-settimanali di due ore serali, per dare la possibilità a tutti, lavoratori o studenti, di partecipare con il massimo impegno.

Si cercherà di fornire agli studenti sia la conoscenza tecnica della macchina fotografica e del processo di creazione di una immagine (che noia…), sia gli strumenti per raccontare qualcosa (un evento, una storia o semplicemente le proprie vacanze), per arrivare ad una breve introduzione (molto pratica) del set fotografico da studio e del rapporto con il soggetto da fotografare, sia esso una modella o un semplice amico.

Per il corso di fotografia, non sono richieste capacità particolari, che verranno acquisite durante il corso, ma tanta voglia di mettersi in gioco.

Calendario prossimi corsi

Fotografia base
Partenza: 30 maggio 2017
Durata: 9 lezioni in aula, 1 uscita ( lunghe esposizioni notturne)
Luogo:  nel mio studio, a Santarcangelo di Romagna
Costo: 220 euri

Le classi si chiudono raggiunti i 10 partecipanti.
Per informazioni o iscrizioni, usa il form nella pagina contatti, oppure scrivimi a [email protected] o chiama il num 392.26.92.639

Argomenti trattati*

  • Eccoci, ovvero introduzione alla fotografia
  • Quello che probabilmente avrete fra le mani o nella borsa, ovvero la macchina fotografica reflex.
  • Ciò che non va usato come fermacarte, ovvero gli obiettivi fotografici, normali, tele, grandangolari e zoom
  • ”Il buio oltre la siepe”, ovvero quando poter dire ho visto la luce: l’esposimetro e le sue lucine verdi, ISO e rumore assordante nei vostri occhi.
  • RO e GEIPEG: acronimi inglesi, più semplice usarli che scriverli correttamente (N.B. Lo so lo so, si scrive RAW e JPG, ero ironico!!!)
  • Il flash, ovvero come far sembrare i propri amici stambecchi braccati da cacciatori armati. E come non farlo, ovviamente.
  • Guardare le foto degli altri non fa mai male: l’espressione fotografica
  • Il basso, l’alto, il cieco e il musicista: cose che funzionano anche se non si è ubriachi.
  • Lo studio fotografico ed il ritratto: guardare in faccia il soggetto ed iniziare a balbettare, mentre le mani sudano e si scatta a raffica 36 foto tutte identiche e probabilmente pessime.
  • altro, molto altro, praticamente quasi qualsiasi cosa vi venga in mente, tranne come fare la sfoglia

*Gli argomenti trattati possono essere suscettibili di variazioni in base alle esigenze di apprendimento potranno eventualmente emergere.

Quello che vedi nella slide è l’esempio di un lavoro di fine corso di uno studente, Michele Giorgi, che ringrazio personalmente per avermi permesso di pubblicare le sue foto.

  • corso di fotografia

     

 

Domande e risposte

  • Quale attrezzatura mi serve per frequentare il corso?
    Diciamo che una macchina fotografica reflex digitale è caldamente consigliata. Se lo desiderate potete anche utilizzare la pellicola, bianco e nero o a colori, o il foro stenopeico…..sarà solo un po’ più complesso e lungo preparare i compiti a casa.
    Non preoccuparti, però, di avere un corredo professionale, non servirà ai fini del corso.
    Servirà anche una chiavetta USB e un lettore MP3, ma il perché lo scoprirete a tempo debito.
  • Ah, quindi sono previsti compiti a casa?
    Sì, decisamente sì.
    Lo trovo un meccanismo divertente e utile per poter tenere a bada i vostri miglioramenti.
    Alcuni esercizi (pochi) saranno basati sulla tecnica, altri (la maggior parte) cercheranno di sfruttare la vostra creatività e la vostra voglia di esprimervi.
    In ogni caso verrà tenuto un registro di classe, dove saranno annotati ritardi, assenze, le note per lancio del cancellino, e tutte le volte che verrete trovati a fumare in bagno.

 

    • Devo essere un fotografo in qualche modo esperto?
      Per il corso base decisamente no.
      Se conoscete i pulsanti e le lucine della vostra macchina fotografica, tanto meglio.
      Se arriverete al corso con la confezione della vostra reflex ancora impacchettata, dovrete solo impegnarvi un po’ di più per raggiungere una buona manualità e conoscere il vostro strumento.
      Quello che mi importa, però, è che abbiate voglia di mettervi in gioco e di divertirvi. Se vi aspettate un corso dove il docente vi parla per due ore di diaframmatempoflashesposizioneecompagniacantante, un corso dove mi invento strani grafici per farvi capire cose semplici, se pensate di trovare sedie comode sulle quali appisolarvi con la testa che vi casca di lato, allora vi consiglio di restare a casa o scegliere un altro corso.

 

    • E’ previsto un attestato finale?
      No, ma se volete posso produrlo su due piedi su tovagliolini di carta rubati al bar, mentre voi fate il palo.
      Non mi interessa che possiate sventolare sotto al naso degli amici un foglio di carta insignificante, ma immagini delle quali voi siate contenti e soddisfatti.
      Se piaceranno anche a loro, meglio, l’importante e che piacciano a voi.
      E’ prevista, invece, la presentazione di un lavoro finale piuttosto complesso, ma anche questo lo scoprirete a tempo debito.

 

  • Chi tiene il corso?
    Temevo lo avreste chiesto e sono stato tentato fino alla fine di ignorare la domanda. Magari, però, ai feticisti del curriculum e dei nomi blasonati può interessare.
    Mi chiamo Luca, ho frequentato il master di Foto-giornalismo e Reportage di Sandro Iovine e il master di Tecnico di Camera Oscura presso l’accademia Kaverdash di Milano.
    Durante gli studi ho conosciuto il fotografo Pino Ninfa, a cui molto devo della mia formazione: ho iniziato a collaborare con lui ed il gruppo PIM occupandomi di fotografia di spettacolo, jazz principalmente.
    Ho iniziato a lavorare occupandomi di ritrattistica e pubblicità aziendale.
    Poi mi sono trasferito in Romagna, dove mi occupo di fotografia pubblicitaria e reportage, collaborando con agenzie di marketing e di comunicazione.
    Ma adesso basta, auto-descriversi in questo modo è davvero imbarazzante.

Se sei così pazzo da voler affrontare circa due mesi insieme a me, bé, sostanzialmente ti adoro, chiamami o scrivimi.
Se invece sei scappato a metà pagina, non posso proprio biasimarti: ma prima o poi ci incontreremo, e, riconoscendoti, potrei sempre pensare di investirti o di avvelenarti la piada.